In ricordo di Valentina

Una poesia di Andrea Bindi, pompiere e poeta aretino, per ricordare la nostra Valentina.

Non ti ho capita.
È andata così.

La gente
andrebbe capita
quando è ancora
viva.
E invece
come ogni
altra cosa
sulla terra
quando la capiamo
si è già persa.

Sempre la prima.
In fila davanti al Roxy.
Ti prendevamo
in giro.
Non eravamo cattivi.
Non eravamo
neppure buoni,
ad essere onesti.
Molti corpi
e poche teste.
Eravamo questi.

Ci cercavamo
tra la gente.
Attorno alla pista.
Trasparenti
come vampiri
sugli specchi.
Da ragazzo,
non rifletti.

Non ti ho capita.
Lo ammetto.
Non ti ho mai
vista triste.
Forse era
questo
che ci spaventava.
Questo superpotere.
Questa cosa strana.

Non ci sembrava
possibile
che esistesse
qualcuno
che può
sempre ridere.
Praticamente
invincibile.

Le buone notizie
le leggi due volte.
Alle cattive,
vado a intuito
anche tu
ci credi subito.
È così.

Quando vedi
qualcuno che
ride sempre
pensi che
sia un demente.
Invece forse
è solo
intelligente.

Forse ha visto
cosa conta
nella vita.
Mica
come te
che alla prima
cazzatina
vai giù.

E dici beato
chi non capisce niente
ma chi non capisce
sei tu.

Non so
se avessi
smesso
di fumare
oppure no.
Non m’interessa.

Io ti ricordo
in cima
alla fila
con la tua
sigaretta.
Felice
come una
bambina.
Sarà la nicotina.
Non lo so.

Non ti ho capita.
Prima.
Ma il vuoto
che lasci
ha un solo
nome:

Valentina.

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